
La mia "teoria" scaturisce dal mio vissuto e dalla mia interiorità semplicemente vivendo.
Il fato mi porta alla mente l’essere fata e quindi essere dotata di un pizzico di magia che influenza seppur inconsapevolmente il mio essere.
Il destino è quello che probabilmente è già scritto in “registri” a noi sconosciuti, illegibili e visibili solo all’attuazione.
Il libero arbitrio, il dono più grande (insieme all’amore) che Dio ha voluto farci per arrivare, attraverso strade che noi decidiamo, ad una meta.
Non sono contraddittoria se associo fato, destino e libero arbitrio, perchè han tutti come denominatore il vivere.
Non potrei mai scegliere di essere cattiva pur potendolo fare perchè per me sarebbe innaturale e se lo fossi è perchè ancora non ho raggiunto quella immaterialità che mi allontana dagli eventi che mi capitano.
Quando mi succedono delle brutture mi verrebbe subito da imprecare ed addossare la “colpa” a chissàchi, quasi un volermi scrollare di dosso qualcosa che non vorrei mi appartenesse..ma forse..emozionalmente, anche se in ritardo, riesco a “giustificare” (con fatica) simili eventi.
Se non ci fossero le brutture potrei mai apprezzare o gioire delle cose belle?
Non credo..sarebbe un’abitudine e non più stupore, un’apatia dell’anima e non più meraviglia o ringraziamento.
La magia del fato sta nell’anima mia, il destino è nella magia di chi mi ha creata, un connubio che lascia al libero arbitrio la possibilità o l’impossibilità di giungere ad un vivere basato esclusivamente sul bene e sul bello.
E poi...............c'è sempre l'Amore alla base di tutto perchè per tutti...
Il cielo ha una porta sola.