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sabato 28 marzo 2009

Libertà di morire e Libertà di vivere: Il mio no al testamento biologico. Il mio "forse" all'eutanasia.

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Non sono contro l'eutanasia ma sono contro il testamento biologico.

Ho pensato spesso che se mi capitasse di trovarmi in uno stato"vegetativo" o "terminale" sarebbe "giusto" non vivere.

Ma in un profondo esame di coscienza so che non è così!

La mia libertà di individuo non potrebbe mai permettermi di decidere volontariamente di morire.

Il "giusto" di non vivere non esiste.

Solo per evitare sofferenze ai miei cari..pensavo fosse "giusto" morire ma..non è così, è solo puro egoismo travestito da altruismo.
Chi sono io per dire quale e cosa sia la sofferenza per un altro.

Non è accanimento terapeutico mantenere la vita.

Questo urlare al "diritto" di morire degnamente dovrebbe essere sostituito dall'urlo del diritto alla vita.

Si sceglie di venire al mondo? No
E perchè mai si dovrebbe allora scegliere di abbandonare il mondo?
Non dovrebbe esistere volontà umana, manco la propria, che possa scrivere la parola Fine.

I percorsi di vita non sono uguali per tutti, ma per tutti, quel percorso dovrebbe concludersi naturalmente, senza artifici.

Che poi "identificare" i casi in cui sia "giusto" voler decidere di morire..sono indecifrabili.

Questo è quello che penso e mai firmerò il mio testamento biologico..sullo staccare la mia spina.
Questo è quello che penso...adesso, da cosciente ma...la mente umana è indescrivibile.

La volontà di lasciare in un testamento i beni materiali è diverso dal lasciare il bene prezioso che è la vita.

Ognuno è libero di decidere di morire o libero di vivere...secondo la propria coscienza ma la coscienza non è nulla di tangibile e perdersi nei suoi meandri in qualche cunicolo che al momento ci fa decidere, presi da chissà quale pensiero, di Voler morire, è sempre un aleatorio pensiero.

Voler morire dignitosamente..così esordiscono coloro che sono favorevoli alla libertà del testamento biologico..quindi queste stesse persone dovrebbero pure essere d'accordo sulla pena di morte che toglie la vita a chi questa vita l'ha tolta indegnamente ad un altro individuo.

Non me la sento di mettere in mezzo la chiesa e lo stato in questo argomento perchè la vita va sempre tutelata e mai manipolata da chicchessia, con leggi o precetti morali.

Io ho paura che "accettare" e "legalizzare" questa libertà di morire sia solo il primo passo che innescherebbe una reazione a catena che porterebbe sempre più alla distruzione del senso della vita.

Chiedo scusa a chi non la pensa come me, non è mia intenzione convincere nessuno con la mia personalissima visione di FEDE della vita..e su ciò che IO ho percepito del testamento biologico e dell'eutanasia, rispetto chi pensa esattamente il contrario ma..troppo facile decidere di morire quando si è negli abissi di un'esistenza sofferente.

E credo che..secondo diversi punti di vista..sono milioni le persone che in un momento della loro vita li abbia sfiorati il pensiero di voler morire...

Occorre più sforzo a chiedere di voler dignitosamente vivere che dignitosamente morire.

In giro per you tube ci sono video sconvolgenti di persone che dire che vivono è un eufemismo,
sono in condizioni di malattia ed esistenziali davvero da far venire i brividi...
dare la libertà a chi decide di morire non dev'essere legge ma semmai dovrebbe essere valutato caso per caso...decisioni da singoli, non da collettive leggi o dal testamento biologico.


Vi chiedo gentilmente di esporre il vostro pensiero perchè è importante il condividere pareri, anche discordanti.....voglio solo capire.

9 commenti:

marina ha detto...

Credo che nelle situazioni bisognerebbe trovarcisi...vedere per credere e non oso neanche pensare cosa is provi a vivere in quelle condizioni se questo può essere chiamato vita. Io credo che l'uomo muoia quando il suo corpo l'abbandona. Tuttavia, ognuno deve essere libero di scegliere, visto che ci sono macchine che possono fare il lavoro dell'uomo. A volte penso che possa essere un atto d'amore e di consapevolezza nei confronti di sé stessi e di chi ci ama lasciare che la natura faccia il suo corso: ma siamo noi a dover scegliere, non possono essere gli altri. E' tanto difficile Calliope e ti auguro di non trovarti MAI a vedere qualcuno che ami vivere in stato vegetativo, tra urine feci e piaghe e sofferenza allucinante e scoprire che ala fine la malattia ha qualcosa d'insopportabile che travalica la persona. Amore mio: Dio ce ne liberi...tutto il resto sono chiacchiere e potere.

Tomaso ha detto...

Cara Calliope, darti una risposta su questo argomento è come mettere una goccià d'aqcua nelloceano e poi cercarla. A parte la mia strana definizione non è facile sapere cosa si intende come morte naturale!
proviamo a ritornare indietro di 50'anni, quale era in quei periodo la morte naturale?
vedi oggi tutti ne parlano, chi ne a più ne metta, perfino la politica è argomento.
Scusa non saprei dire quale sia la giusta via.
Un forte abbraccio augurandoti un buon fine settimana, e se trovi in attimo passa al faro li troverai di sicuro il modo di superare certe malinconie.
Tomaso

Elisa ha detto...

Dolcissima Calliope,
affronti un tema che è stato anche tabù per molto tempo; tutto ciò che ha a che fare con la vita e la morte è impossibile da trattare con oggettività.
Ognuno ha una propria idea e dà un significato che va ad insinuarsi nel proprio intimo, al di sopra delle parole.
Il testamento biologico mette in condizione di poter scegliere da coscienti quale trattamento si voglia ricevere se ci si dovesse trovare in talune situazioni che non ti permettono di decidere; ma da un punto di vista non credo sia del tutto sbagliato, ovvero il poter decidere di morire nel momento in cui il mio organismo non può più assurgere alle sue funzioni vitali in modo autonomo e naturale. In fondo cos'altro è morire se non un passaggio da uno stato a un altro, da una condizione ad un'altra. E dunque se il mio corpo non può più da solo mantenersi in vita, potrebbe rappresentare il momento che questo passaggio debba avvenire, come è nelle leggi di natura, senza artificio alcuno o manipolazione alla sopravvivenza attraverso macchinari o medicinali che non possono sostituirsi ai cicli vitali naturali.
Comunque ribadisco che è tutto molto soggettivo ed è difficile dire se una cosa sia validamente giusta o sbagliata per tutti, sempre ed in ogni caso, soprattutto in questi temi.

E' perciò rispettabilissima la tua opinione,così come le tante altre visioni della cosa.

P.S.: Grazie di cuore per la tua insostituibile amicizia e affettuosità! Difficile per me ormai farne a meno.

Un bacio.

Il guard.del faro ha detto...

Ciao Amica e grande Sicula, forse ti deluderò non pronunciandomi su questo delicatissimo e controverso argomento (sul quale prima o poi dovrò tornare) ma adesso sono qui soltanto per darti un salutone ed un augurio di buona domenica.
A presto...

Anonimo ha detto...

Buona domenica dolcissima Calliope.
Sull'argomento che proponi penso che la vita deve fare il suo corso. Non significa però arrendersi subito, ma lasciare che le cose vadano per il loro verso.
La morte è l'altra faccia della vita, così come la vecchiaia lo è della giovinezza e che voler prolungare all'infinito ciò che è caduco di per sè, non sia corretto. Trovo ridicolo che persone di una certa età ricorrano a continui lifting per cancellare i segni del tempo. E' giusto curarsi, ma senza esagerare. Conoscevo una signora molto anziana che diceva: Da giovani bisogna curarsi per piacere, da vecchi per non dispiacere"
(In dialetto la frase rendeva molto di più.)
Ma è il curarsi, senza esagerare, con giudizio. E' essere ordinati, puliti, senza strafare. E' cogliere il bello di ogni età della vita, anche quello che può offrire la morte.
Abbracci e a presto. Pinuccia

Gabry in blog Belella ha detto...

Difficile esprimere un pensiero sereno su questo argomento senza cadere in contradizione.
Io sono per la vita, ma vita che sia vita, non una vita che tale non si possa più chiamare. Bisognerebbe prima sperimentare sulla propria pelle certe situazioni per poi poter decidere con cognizione di causa, ma in linea di massima non sono per l'accanimento terapeutico ma per un accompagnamento dolce e dignitoso alla morte.

Un abbraccio Calliope e buona domenica!

Roberta ha detto...

Cara Calliope, potrei dirti che se mi trovassi in quella situazione forse non vorrei soffrire e vorrei aver lasciato a qualcuno uno straccio di carta per autorizzarlo a staccare la spina. Però forse trovandomi davvero in quella circostanza lancerei un urlo per dire che voglio continuare a vivere e non potendolo fare spererei che qualcuno ignori le mie volontà e abbia pietà della mia esistenza. Sono situazioni difficili, ma forse se dovessi scegliere personalmente non riuscirei a firmare un foglio di carta per dichiarare la fine della mia vita e non riuscirei mai a farlo nemmeno per un'altra persona, pittosto so che nasconderei quel testamento o quelle volontà della persona che mi appartiene e sta male e continuerei a stringerle la mano sperando che si risvegli al più presto tra le mie braccia!

Spirit ha detto...

Scusa se solo adesso posso rispondere a questo quesito.
Io l’ho provato sulla mia pelle: mia madre. Vedere la sofferenza di mio padre, quella di mio fratello e soprattutto quella mia è indicibile. Vedere quella persona piena di vita , immobile in quel letto enorme, era una cosa penosa. Sembrava un uccellino nel nido che voleva spiccare il volo, ma non poteva. Sinceramente in quei momenti avrei fatto di tutto per poter liberare quell’uccellino e lasciarlo volare via.

Calliope ha detto...

caro Spirit..hai materializzato quello che dopo varie e confuse analisi sono arrivata a pensare...solo quando lo si prova sulla propria pelle..si riesce a capire ciò che in altri momenti defineremmo assurdità.
Grazie per la tua testimonianza personale che avvalora quella che è l'interiorità di ciascuno di noi..misteriosa e rispettabile sempre.
Grazie.